Una volta che custodisce il volo, una lama di vetro che guarda il cielo del Sahel.
Un hangar non è soltanto un riparo per gli aeroplani.
Alle porte di N'Djamena, sulla piazzola di un aeroporto affacciato sul deserto, Rail 55 firma un terminal privato per l'aviazione d'affari: un grande hangar capace di accogliere due velivoli turboelica e, accanto, un corpo di accoglienza che funziona come una piccola lounge d'autore.
Il disegno architettonico e la direzione dei lavori sono di Rail 55, con il calcolo strutturale di Genius Conseils; il progetto degli interni e l'arredamento portano la firma di Abita Decò, che trasforma uffici e sale d'attesa in ambienti di rappresentanza, fra mappamondi materici, luce radente e pelle.
Due geometrie opposte si cercano. Da un lato la grande volta a botte dell'hangar, superficie continua e metallica, quasi un'ala rovesciata, pensata per la luce del volo e per la sezione libera necessaria agli aerei.
Dall'altro la torre dell'accoglienza: un prisma di vetro che si piega all'indietro, una vetrata inclinata che dà il nome stesso al progetto e porta dentro la luce del deserto su quattro livelli.
I render di studio raccontano l'idea allo stato puro: la volta che si srotola come un nastro d'acciaio e la vetrata che si stacca dal suolo con un'unica torsione.
Nel costruito quella tensione resta intatta: stessa silhouette, stessa rastremazione del guscio verso il corpo vetri, segno di un controllo progettuale portato dal disegno fino al cantiere.
Abita Decò veste l'ufficio di rappresentanza con un grande planisfero materico, dai toni della terra e del cuoio invecchiato, che dialoga con la struttura metallica a vista e con l'oblò che cita il linguaggio aeronautico.
Davanti, la vetrata a tutta altezza apre sulla pista: poltrone in pelle, tappeto annodato e scrivania in acciaio compongono un'eleganza sobria, da club privato del volo.
Nella seconda sala il registro cambia: una parete dipinta nei rossi e nei neri del fuoco, un corpo illuminante scultoreo sospeso come una nuvola laccata, un planisfero grafito sul fondo.
È lo spazio dove i passeggeri attendono il volo: un ambiente che fa dell'arte applicata e del colore la propria cifra, sempre con la luce del deserto a filtrare dalle persiane.
«Far convivere la misura tecnica dell'hangar e la grazia di una lounge: questo è stato il progetto.»
Rail 55 · Project Management, Torino
La pianta del piano terra organizza l'edificio in due fasce di servizi (accoglienza, uffici, officina e ristoro) strette attorno alla grande aula dell'hangar, con i due velivoli disegnati in scala al centro. Impronta circa 60,00 × 58,40 m.
Un terminal che decolla con lo sguardo.
Rail 55 · Genius Conseils · Abita Decò · N'Djamena
Rail 55 · Project Management