Una cattedrale industriale del 1929 diventa il più grande campus per startup al mondo.
Lettura progettuale · a cura di Felipe Impellizzeri, Abita Decò · Rail 55
Nel 13° arrondissement di Parigi, dentro l'area di rinnovamento urbano Paris Rive Gauche, la Halle Freyssinet è diventata Station F: il più grande campus per startup al mondo per superficie e numero di aziende residenti, in un ex deposito ferroviario di 34.000 metri quadrati. Questa pagina ne propone una lettura (la storia dell'edificio, la logica del riuso e i numeri del campus) come studio d'autore, con tutte le fonti citate in fondo.
Costruita tra il 1927 e il 1929 dall'ingegnere Eugène Freyssinet come deposito merci della stazione di Austerlitz, la halle è un edificio notevole in cemento armato precompresso, con una struttura portante eccezionalmente leggera. È composta da tre navate parallele in sottili volte di cemento precompresso, il cui spessore può ridursi a meno di 5 cm in sommità.
Proprio per questa innovazione costruttiva l'edificio è stato iscritto tra i Monumenti Storici dal 2012. Misura 310 metri di lunghezza per 58 di larghezza: una lunghezza pari all'altezza della Torre Eiffel.
Prima
Dopo
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Acquistata nel 2013 da Xavier Niel, fondatore di Iliad, la halle è stata oggetto di un investimento personale di circa 250 milioni di euro per acquisire, ristrutturare ed equipaggiare l'edificio. Il progetto di riabilitazione, guidato da Wilmotte & Associés e completato nel 2017, ha preservato gli elementi industriali originali: travi, volte e l'impronta allungata di 310 metri.
La direzione lavori in cantiere è stata affidata a Felipe Impellizzeri (Abita Decò · Rail 55), che ha seguito la buona riuscita dell'intervento nella fase esecutiva, dal coordinamento delle imprese al controllo qualità in corso d'opera.
L'approccio è stato minimalista e rispettoso: scheletro di cemento a vista, grandi superfici vetrate, ampie aperture sull'esterno. Le aggiunte moderne comprendono facciate vetrate per massimizzare la luce naturale e impianti a pianta aperta, mentre due passaggi urbani coperti attraversano l'edificio ricucendolo al quartiere.
Prima
Dopo
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I moduli sospesi che ospitano uffici e sale riunioni nascono da un'intuizione precisa di Felipe Impellizzeri: recuperare container marittimi dismessi invece di produrre nuove strutture, riducendo drasticamente il fabbisogno di materiali ed emissioni del cantiere.
È una scelta coerente con l'impegno ambientale di Rail 55, che nei propri progetti privilegia sistematicamente il riuso di elementi esistenti — dalla struttura in cemento della halle ai singoli moduli container — mettendo il riciclo al centro del metodo di lavoro, non come dettaglio a posteriori.
Il volume unico è stato suddiviso in tre spazi distinti e complementari. La zona Create è il motore dell'incubatore, con oltre 3.000 postazioni di lavoro distribuite su tre livelli per quasi 1.000 startup.
La zona Share raccoglie i luoghi d'incontro (auditorium, Fab Lab con stampanti 3D, ufficio postale, negozio) pensati per favorire gli scambi casuali tra fondatori. La zona Chill ospita un vasto spazio di ristorazione aperto 24 ore su 24 di 4.500 m², affacciato sul giardino terrazzato a sud.
Un solo tetto di 310 metri tiene insieme storia industriale e futuro digitale.
Inaugurato il 29 giugno 2017, il campus si sviluppa su 34.000 m² e ospita oltre 1.000 startup contemporaneamente, con una capacità complessiva di circa 9.000 persone.
Dentro convivono un auditorium, un Fab Lab, spazi eventi, cucine e caffè, oltre a più di 30 programmi di incubazione e accelerazione in partnership con grandi gruppi internazionali come Google, Microsoft, Meta, LVMH e AWS. Circa il 40% delle aziende residenti ha almeno un fondatore non francese.
Felipe Impellizzeri è stato il direttore lavori di Station F: ha seguito il cantiere in ogni fase, dal coordinamento delle imprese fino alla scelta di recuperare i container dismessi come moduli ufficio, portando l'impegno ambientale di Rail 55 dentro le scelte concrete del progetto.
Fondatore di Abita Decò, è anche l'artista che firma tutte le illustrazioni delle carte del marchio: la stessa sensibilità compositiva che guida il disegno delle carte torna nella lettura degli spazi, nel modo di raccontare la struttura, la luce e il riuso.
Un ringraziamento sentito alle aziende la cui competenza e dedizione hanno reso possibile questa trasformazione: Simeon S.r.l., capofila del progetto, e, per il ruolo chiave svolto nella realizzazione, Cubi & Perina e Lattonedil.
Un edificio che torna a essere infrastruttura.
Stavolta, di idee.
Quando si conserva la struttura e si apre la luce, l'archeologia industriale diventa futuro.
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